QUANDO LA TEMPERATURA DEL CORPO E’ BASSA

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La temperatura del corpo. Febbre e ipotermia
Ho l’impressione che il Coronavirus abbia lasciato tra la gente la paura della febbre. Le direttive governative o di Regione raccomandano il controllo della temperatura e nei casi in cui il valore dovesse superare i 37 gradi e mezzo di informare il medico.
Fissato il limite, c’è chi si allarma per il timore di essere troppo vicini al valore indicato, altri rimangono invece indifferenti o addirittura provano soddisfazione per avere valori lontani dalla soglia indicata.
Alla gente in genere non piace complicarsi la vita con troppe attenzioni e pertanto tiene conto soltanto di quanto riportano i giornali o dicono gli altri mezzi d’informazione. Se di bassa temperatura non si parla è segno che non ha rilevanza. Non mancano però chi per natura o esperienze di vita dubita o valuta con criticità o a suo modo ogni informazione o notizia. Nel nostro caso con ragione si chiede: una temperatura corporea attorno ai 35 gradi deve preoccupare o no?
La temperatura corporea bassa o meglio quando è costantemente bassa (35-35,5° C) non è normale e non è bene.
Di questa anomalia si sente parlare solo di recente, da quando sono iniziati i controlli antivirus. Del resto perché avrebbero dovuto parlarne prima se non c’erano disturbi sospetti al riguardo?
L’essere umano per stare in salute, vivere e operare bene deve avere una temperatura corporea di 37 gradi centigradi; questa è la temperatura nella quale l’organismo vive meglio e consente la vita ai suoi microrganismi necessari al sistema immunitario o di difesa dall’aggressione da altri germi patogeni.
A mattino la temperatura del corpo può essere leggermente più fredda e a sera più calda, ma sono variazioni fisiologiche che non devono preoccupare, anzi in entrambi i casi si dimostra che il sistema di controllo è “sveglio” e che quello neurovegetativo funziona correttamente. Si noterà anche che nel caso in cui la temperatura aumenta sensibilmente il sistema immunitario accelera e nel caso contrario rallenta per il diminuire delle secrezioni ormonali, dei metabolismi e delle altre reazioni organiche. Una temperatura troppo bassa o più semplicemente un corpo freddo non è indice di buona salute.
L’essere umano come gli altri mammiferi è un animale a sangue caldo, omeotermo o endotermo e per questo dispone di un meccanismo termoregolatore per mantenere la temperatura costante a 37 gradi; temperatura riferita al sangue non esterna al corpo che di norma si mantiene di solo qualche decimo più bassa.
Nel caso dell’animale a sangue freddo (api, mosche, rettili, pesci, ecc.) le condizioni e i meccanismi regolatori di ognuno sono diversi.
Le esperienze sui topi e sulle mosche compiute dagli antropologi R. Weindruch e R. Walford hanno dimostrato che la durata della vita di questi animali risente notevolmente della temperatura dell’ambiente in cui vivono. Le mosche ad esempio a 33 °C vivono 10 giorni mentre a 25 gradi raggiungono i 70 giorni.
Naturalmente la stessa cosa non è valida per l’uomo essendo un animale a sangue caldo; nel suo caso per vivere a lungo e in salute ha bisogno di una temperatura del corpo costante: quando sale (oltre 37 gradi) si definisce febbre o ipertermia, quando scende sotto la normalità ipotermia.
La febbre è una reazione nervosa e circolatoria di difesa dell’organismo che si manifesta per l’incapacità dei meccanismi di regolazione termica a mantenere costante la temperatura.
In genere nei casi di ipertermia o febbrili, per riportare il corpo alla normale temperatura il medico suggerisce l’acido acetilsalicilico, noto comunemente come aspirina oppure l’interessato adotta somministrazioni o applicazioni tramandate dalla tradizione: tisane calde, digiuni, clisteri, applicazioni d’acqua fredda, impiastri di fango o riposo fino a tanto che l’infiammazione passa. L’opposto, ossia quando la temperatura persiste al di sotto del valore normale gli interventi non possono essere gli stessi e in molti casi la normalizzazione diventa difficile poiché necessita di più interventi.

Quando il corpo è freddo
Le persone magre, pallide in volto, con la pelle color latte, hanno facilmente un corpo freddo, sudano poco o niente e sono caratterizzate da una insufficiente irrorazione sanguigna. In questi soggetti gli scambi termici tra organismo e ambiente o di vasocostrizione e vasodilatazione sono rallentati o insufficienti. Inoltre, è possibile che la quantità e la qualità degli alimenti non sia adeguata.
Al riguardo ricordo il caso di una ragazza veneta con lo stesso pallore e colore della pelle descritto alla quale le era stato suggerito di praticare in modo sequenziale sul corpo spugnature fredde, compresse di ricotta alla tiroide, dieta equilibrata ed eliminare o almeno ridurre l’abitudine al fumo. Essere giovani e intelligenti non basta se non si prende conoscenza e consapevolezza della realtà dei fatti e non si procede con determinazione. L’esito non poteva diverso di come è andato, ossia nullo. Così è stato per questa giovane donna.
Per ridare vitalità, vigore e calore all’organismo senza far uso di farmaci o altri preparati necessitano proprio gli stessi consigli dati alla ragazza, ossia:
a) eliminare le cause di disturbo; b) praticare esercizio fisico; c) applicazioni di acqua fredda; d) corretta alimentazione e buona nutrizione

a) Distinguere i vizi dalle virtù non mi sembra difficile. Pertanto dovendo procedere a migliorare la salute per prima cosa occorre eliminare i vizi che palesemente sono nocivi. Ricordando l’esempio ella ragazza il primo è il fumo. Per questo non servono prescrizioni o suggerimenti di terapeuti, medici, luminari o specialisti. Il fumo fa male e va eliminato. Tutti conosciamo il perché: restringe le arterie e le coronarie, è pericoloso per il cuore, i polmoni e danneggia il sistema nervoso. Nuoce ancor più alla donna avendo un fisico più delicato e debole rispetto a quello dell’uomo. Condizioni che aprono la strada alle malattie più impensabili.
Con la volontà si riesce a far fronte anche ad altri aspetti e comportamenti negativi.
Il quadro di rischi e pericoli costruito sulla pandemia che si sta attraversando, da parte di epidemiologi, virologi, giornalisti e politici ha creato e diffuso tra la gente sentimenti di angoscia e paura profonda, tali da causare alla salute delle persone più sensibili danni permanenti, depressioni e stress; effetti che inevitabilmente hanno influito ad abbassare la temperatura corporea e di conseguenza le difese immunitarie. Rimuovere paure e depressioni non è semplice e possono diventare condizioni irreversibili se non interviene un soccorso psichico-spirituale.
Altro fattore di ostacolo alla normalizzazione della salute è il fattore digestivo.
I processi fisiologici e le reazioni chimiche tendono ad alterare la temperatura interna-viscerale influendo negativamente sul calore esterno al corpo.
Dopo aver consumato un abbondante pasto può intervenire un senso di appesantimento, emicrania, freddo alle estremità, effetti prodotti dal superlavoro digestivo e dall’anormale produzione di calore interno al corpo.
Il cileno Lezaeta Acharan oltre alla normale temperatura esterna misurabile con il termometro in queste circostanze tiene conto di altre due temperature: una, già conosciuta, interna o viscerale, definita distruttiva quando esiste un superlavoro dei processi fisiologici interni, metabolismi e reazioni chimiche anomali; l’altra esterna a livello cutaneo definita curativa perché ingloba l’eccesso del calore interno prodotto. Se questo passaggio di calore non avviene, la superficie del corpo diventa fredda, causa debolezza e incide negativamente sulla salute. In questi casi al fine di ripristinare lo squilibrio termico del corpo, Lezaeta Acharan propone il cataplasma di fango sul ventre.

b) L’uomo è un produttore di calore che realizza in particolar modo sfruttando l’energia potenziale dei cibi compiendo le sue abituali attività motorie quotidiane.
La vita sedentaria ostacola la salute specie quando necessita rafforzare i muscoli del corpo. Senza esercizio fisico il muscolo non si attiva e non produce calore. Molto appropriati sono gli esercizi con i pesi.
Se nella condizione di riposo il calore necessario per il mantenimento del corpo è prodotto dal sistema nervoso e fegato, in attività l’aumento calorico è il risultato del movimento muscolare. Infatti, una corsa o una lunga camminata a passo svelto, impegnando l’intera muscolatura corporea produce calore sotto il vigile controllo dei meccanismi termoregolatori. La presenza o l’assenza di sudore indica l’effetto dell’attività motoria e di conseguenza anche l’efficienza della termoregolazione.
Da ciò si deduce che la permanenza della bassa temperatura del corpo e la mancanza di sudorazione non sono segnali di buona salute.

c) Per risvegliare il calore del corpo è straordinario l’impiego dell’acqua fredda con le modalità spiegate dai naturalisti Sebastian Kneipp e Lezaeta Acharan.
L’acqua fredda quando è necessario portare calore al corpo è il mezzo più efficace. La persona che ha sempre freddo e non ama l’acqua fredda è quella che più ne ha bisogno.
Il primo a sperimentare ed esaltare le virtù dell’acqua fredda è stato l’abate Sebastian Kneipp. Con i suoi continui andirivieni alle acque del Danubio e spugnature notturne ha sperimentato su sé stesso i benefici effetti delle reazioni termiche sulla pelle.
Lezaeta Acharan invece ha escogitato un metodo casalingo e altrettanto efficace che consente di ottenere gli stessi effetti applicando sul corpo una sequenza di alternanze tra vapore e acqua fredda.
Entrambi questi naturalisti, ognuno con il proprio metodo, hanno dimostrato come sia possibile con il semplice impiego dell’acqua fredda, stimolare la circolazione del sangue, dare calore alla superficie corporea rafforzando contemporaneamente il sistema immunitario. L’impatto dell’acqua fredda sulla pelle calda produce un effetto di vasocostrizione e vasodilatazione (ginnastica vasale) che stimola il flusso circolatorio e favorisce una reazione termica a livello cutaneo.

d) In genere in tutti i casi di malattia, la quantità e la qualità del cibo devono rispondere alle reali esigenze: disintossicanti, vitalizzanti o energizzanti. La stessa cosa vale quando la temperatura del corpo si mantiene ai valori più bassi..
Per una alimentazione sana ed equilibrata i pasti devono essere preparati con alimenti freschi, alcalini, non alterati e facilmente digeribili. Nei casi di infermità o di debolezza fisica e psichica i cibi da apportare dovranno essere sicuramente non tossici, alcalinizzanti e vitalizzanti.
L’uomo durante il giorno acidifica i tessuti. Un’alimentazione spazzatura, l’ansia, le paure e il corpo freddo producono acidosi e riducono oltremodo le difese.
Per ripristinare l’equilibrio acido-basico occorre riportare per prima cosa alla normalità termica l’ambiente interno dove avvengono gli scambi biochimici organici.
Quando la digestione rallenta gli scambi si favorisce l’insediamento nell’organismo di batteri e virus, la formazione di febbre gastrointestinale o interna-viscerale, pelle fredda, sistema nervoso in tensione, frigidità, rallentamento delle reazioni alle azioni di disturbo, diminuzione delle energie fisiche e intellettive, ossia riduzione di tutto ciò che costruisce le difese del nostro organismo, le stesse che segnalano il processo del suo invecchiamento, la propensione alla malattia e abbassano la temperatura del corpo.
L’acidosi dell’organismo è indice di intossicazione, infiammazione e degrado dei tessuti. Le mucose e le membrane cellulari riducono la velocità degli scambi metabolici e dunque le difese.
Per ripristinare l’equilibrio acido-basico e il calore della pelle, oltre alla dieta, provvedono ancora gli organi emuntori: polmoni, pelle, reni e intestino.

I cibi da una classificazione acido-alcalina
Frutta
In generale tutta la frutta è alcalinizzante.
Tra la frutta secca sono acidificanti la prugna e l’albicocca.
Tra la frutta oleosa acidificano le noci e le nocciole secche.
Verdure
Tutte le verdure alcalinizzano.
Cereali
I cereali, loro derivati e legumi secchi sono acidogeni.
Proteine
Le uova (giallo e chiara) sono alcaline
Burro, panna e latte di mucca acidificano
Il latte di donna è alcalinizzante
Le proteine magre (formaggi freschi, cagliate e yogurt) sono alcaline
Le proteine grasse (formaggi grassi) acidificano
Le carni sono tutte acidificanti
Altri alimenti acidificanti
Alcolici, bevande industriali, caffè, zucchero e dolcificanti, Oli raffinati e spezie

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