NATUROIGIENISMO II

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Manuel Lezaeta Acharan è stato il grande maestro e caposcuola di un movimento terapeutico basato sull’impiego degli elementi naturali. La parte più importante delle sue conoscenze è riportata in quattro libri dei quali lui stesso è l’autore. Di questi, nel mondo delle cure naturali il più conosciuto e rimasto famoso per la semplicità e chiarezza nel trattare gli argomenti, è La medicina naturale alla portata di tutti.
Nel secondo dei 24 capitoli spiega la sua legge naturale raccolta in dieci punti e conclude con la seguente raccomandazione: “La trasgressione di uno solo di questi comandamenti può essere la causa di una malattia, perché altera il normale funzionamento dell’organismo”.
Dunque, secondo questo autore per mantenerci in condizioni di vita sana, in normalità funzionale, serve condurre una vita austera con poche permissività e in allegria. Quasi una contraddizione, certamente una condizione o programma difficile soprattutto quando in altra parte afferma: “Il corpo sano gode di pace spirituale, ha la mente chiara e il cuore allegro poiché in lui regna l’armonia delle funzioni fisiologiche e dello stato d’animo.
L’uomo che gode della salute fisica e morale, procura il bene al prossimo poiché desidera che il suo benessere sia benessere comune.
La cattiveria e i vizi sono generalmente conseguenza di stati patologici del nostro organismo e, giacché l’anima nostra opera attraverso i nostri organi corporali, il sangue viziato e avvelenato mantiene uno stato di irritazione e congestione dei centri nervosi che li fa operare fuori dell’ordine”.
Ciò vuol dire che per sentirci bene e stare in salute occorre tener conto non solo del cibo e degli elementi naturali (acqua, terra, luce, aria) ma anche dello spirito, ossia fare in modo che le forze della natura possano agire sul corpo materiale, mentale e spirituale. Cosa nuova nel panorama salutistico che non tiene conto se non raramente dell’insieme della triade dell’essere umano (corpo, mente, spirito), ma solo una delle tre parti.
Il ritorno alla normalità è possibile quindi solo attraverso l’interazione delle tre forze.
Natura, igiene mentale e del corpo, osservanza della morale individuale e sociale sono il fondamento del benessere e della crescita morale della persona; valori e comportamenti racchiusi nella parola “Naturoigienismo”.
Dall’insegnamento lezaetiano si deduce che la normalità delle funzioni organiche non può essere raggiunta operando con la sola materia (farmaci, rimedi, cibo, sostanze di varia natura) poiché altre componenti di natura immateriale la condizionano (emozioni, paure, rabbia, odio, piacere, eccitazione, calma, ecc.).
Per non scambiare la causa con l’effetto occorre riconsiderare che l’essere umano è una entità unica e il tutto che lo costituisce è governato da un insieme di forze straordinarie, fisiche e psichiche, sensitive ed emotive. Quando un eccesso di energia governa una parte, inevitabilmente diviene carente l’altra. “Il cibo del corpo si contrappone al cibo dell’anima, il pane terreno al pane celeste”, scrive il medievalista Massimo Montanari nel suo saggio Alimentazione e cultura nel medioevo.
Dunque, l’essere umano affinché possa godere di buona salute deve essere correttamente ed equamente nutrito nelle sue tre parti costitutive: 1) Corpo fisico, attraverso le vie naturali (polmonare, intestinale, cutanea); 2) Mentale, con pensieri positivi e 3) Spirituale, donando e ricevendo amore.

1. Il corpo fisico
a) La respirazione è la prima funzione indispensabile alla vita. L’ossigeno dell’aria è il primo degli alimenti poiché, tramite la via polmonare, trasporta alle cellule le sostanze nutritive e riporta all’esterno quelle di rifiuto o non utilizzate. È questo il modo per rendere possibili le funzioni di mantenimento (chimiche, fisiche, energetiche).
Per conservare attivo l‘organismo la superficie del corpo (pelle) deve traspirare. Il corpo umano non è solo un produttore di calore, ma deve essere anche in grado di mantenere costanti e in equilibrio le sue temperature: la circolazione del sangue interna per l’interscambio cellulare con quella esterna che irrora i vasi e capillari cutanei.
b) Considerando la parte alimentare è spontaneo pensare che una dieta difficilmente può andar bene a tutti: un atleta non può mangiare come un impiegato o al pari di chi quotidianamente solleva pesi; ugualmente l’africano non si nutre come l’europeo o il cinese.
Il fabbisogno calorico e i gusti di ciascuno sono tra loro diversi e personali. La tradizione e la cultura influiscono notevolmente sui modi di mangiare, ma in tutti i casi, qualunque sia l’essere, umano o animale, dopo il pasto vuol sentirsi bene, soddisfatto, e rinfrancato nelle energie. L’alimentazione può essere semplice, composta di poche cose, ma non può essere mai trascurata poiché deve soddisfare e nutrire.
Un ulteriore diverso modo di nutrirsi si ha nel caso di malattia. Una particolare condizione di salute può richiedere restrizioni o qualche cambiamento della dieta abituale che rende ancor più personalizzato il modo di mangiare. Alcune semplici e vecchie regole dietetiche (oggi certamente discutibili) sono ancora valide per un approccio a un’alimentazione soddisfacente ed equilibrata:
1, La prima regola riguarda la moderazione della quantità di cibo assunto ai pasti.
2. La quantità di proteine da assumere deve uguagliare in grammi i chili del peso corporeo; i grassi invece a mezzo grammo per chilo di peso.
3. I grassi non sono tutti uguali. Più convenienti sono gli acidi grassi insaturi che si trovano in quantità abbondanti negli oli vegetali.
4. La quantità di farinacei (pane, pasta, cereali) si ottiene moltiplicando per tre il peso corporeo e considerando come unitàdi misura il grammo. Un soggetto del peso di 70 kg può aver bisogno di circa 200 grammi al giorno di farinacei.
5. La frutta e le verdure per il loro basso contenuto calorico, non hanno particolari indicazioni. La frutta comunque è bene assumerla lontana dai pasti e le verdure crude sono da preferire alle cotte.
La comparazione uomo-pianta può servire nell’orientamento della scelta dei cibi: la testa dell’uomo è associabile alle radici della pianta, il torace alle foglie (respirazione) e il ventre al frutto.
La frutta e le verdure influenzano positivamente la funzione digerente.

2. Il corpo mentale
Una persona taciturna e con il broncio non è certo di buonumore; non può negare di avere pensieri tristi e l’animo inquieto. Al contrario invece, la persona gioviale e sorridente gode e manifesta uno stato d’animo tranquillo, calma e serenità.
Se davvero il presente anticipa il futuro, secondo l’interpretazione di Henri Bergson la persona serena avrà un domani altrettanto sereno, mentre se si abbandona alla tristezza dovrà aspettarsi un avvenire incerto o infelice.
Il pensiero può cambiare la vita: collaborare verso migliori condizioni o essere di ostacolo alle energie vitali. Se poi al pensare si aggiungono i sentimenti e l’intelligenza si ottiene disciplina (della mente), onestà intellettuale e infine il benessere di noi stessi. Oggi però è decisamente diverso poiché tutto è governato dal tempo, tutto va di fretta: il libro è sostituito da internet, la lettura dall’ascolto, l’elaborato dalla sintesi.
Nella seconda metà del diciannovesimo secolo ebbe grande successo il libro Volere è potere di Michele Lessona. L’autore alla volontà, associava l’istruzione. “L’ignoranza – scrive – è solo sventura, l’ignoranza è danno, l’ignoranza è ruina non meno per l’uomo che per la donna , in ogni parte del mondo” (M. L. Volere è potere – P. 13). All’una e all’altra serve poi l’impegno. Ecco che il pensiero può cambiare, renderci diversi e migliori, se lo si vuole.
L’uomo è una macchina meravigliosa in grado di far funzionare il corpo in modo perfetto in ogni sua parte, ma è anche un essere senziente capace di elaborare idee, cogliere immagini e percepire sentimenti positivi e negativi. Tra questi, i risentimenti, i giudizi facili, le insofferenze e l’arroganza oltre a indebolire il corpo, ostacolano il pensiero, non favoriscono idee e degenerano il comportamento di quando si è soli e con gli altri.

3. Lo spirito
Lo spirito è la terza parte del nostro essere: caratterizza il comportamento, governa il pensiero e vivifica l’animo. “Impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto, non altrimenti che conoscere il tutto senza conoscere particolarmente le parti. […] Se noi siamo semplicemente materiali, non possiamo affatto conoscere”, questo si legge nel libro dei Pensieri di Pascal. Ciò significa l’impossibilità di conoscere e gestire il corpo nel suo complesso se non si conoscono le singole parti; ed essendo l’uomo l’essere più perfetto in natura, questa è la condizione che gli consente la conoscenza della natura stessa.
L’anima per Bergson è la coscienza che opera attraverso il corpo con il quale è intimamente legata. Diverso è invece il pensiero di Jean Emilie Charon, fisico teorico e filosofo francese: “Poiché la zona di spazio che il mio corpo occupa coincide d’altronde con la ‘materia’ del mio corpo, sono portato a concludere che il mio ‘Io’ è indissociabile dalla materia che forma il mio corpo. […]
Si è a volte proposto che il nostro ‘Io’, ossia la nostra ‘anima’, risieda più particolarmente in questa o in quella parte del corpo: ghiandola pineali, cuore, encefalo. […]
La risposta, più ancora che per ogni altra domanda, deve essere considerata come provvisoria. Ciò che accetteremo, per il momento, è solo che ‘fino a prova contraria’ dobbiamo associare il nostro ‘Io’ a ogni parte della materia che forma il nostro corpo” (J. E. C. – Lo spirito questo sconosciuto, P. 84-85).
Adottando in modo preferenziale la deduzione di Bergson, la coscienza formata dalle nostre esperienze è lo spirito (anima o Io) che ci governa e che noi stessi diffondiamo all’esterno. Dunque, il pensiero gretto o ingannevole danneggia lo spirito mentre il pensiero saggio o elevato lo esalta.
Purtroppo la coscienza del mondo in cui si vive appare assopita o stordita dalla frenesia del benessere. Sempre più si perdono i valori umani, morali, di equità o di pacifica convivenza. I bisogni della persona sono indotti da un sistema basato sulla materia, sull’avere cose da mostrare o da godere fosse anche a danno del vicino, amico o parente.
Si direbbe che nessuno più conosce emozioni positive. I sensi percepiscono e diffondono un sistema di convenienze e opportunismi che alimentano un benessere fisico e mentale fatto di materia o di beni formali, appariscenti e vacui.
Il legame d’unione tra corpo e spirito si è rotto, le due parti si sono separate fino a ritenere che la triade umana (corpo, mente, spirito) sia rimasta senza la sua anima. A tutti è possibile constatare quanto oggi sia vero tutto questo e quanto sia ancora lontana una convivenza fondata sull’amore. L’animo non è più governato dalla coscienza e la materia è allo sbando. La riflessione, il perdono e la gratitudine che rappresentano e costituiscono il nutrimento dello spirito solo raramente si incontrano nella vita reale.
La solidarietà e la gratitudine quando sono vestite di illusioni e opportunismi non creano emozioni o gioie all’animo, sentimenti che alterano gli equilibri funzionali organici e l’armonia del tutto.
Il naturoigienismo non è altro che l’insieme di questo, non è un sistema di cura della malattia, ma essenzialmente un comportamento di vita indispensabile per la prevenzione e cura della salute corporale, mentale e spirituale.

                                                                                                                                                      armidochiomento@gmail.com