LE ENERGIE DELLA VITA di Fabio Cangiotti

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Dire sinteticamente cosa sia la vita, è compito arduo se non impossibile. Perfino i filosofi hanno difficoltà nel suggerire in modo soddisfacente, unitario ed esauriente la stessa definizione di “vita”, senza avvilupparsi in ovvietà o banalità; mentre chiunque ha in sé l’idea intuitiva di ciò che è vivo.
Gli scienziati genetisti da parte loro stanno più o meno lodevolmente provando a scoprire l’arcano, ma è certo che a ogni risposta trovata, corrisponde finora la nascita di sempre nuove domande. Alla fine la scienza trova sempre il suo confine o limite nel mistero.
L’energia vitale è connessa appunto alla vita e ne sembra essere lo strumento di difesa o di perpetuazione.
Essa può essere riscontrata empiricamente e perfino misurata (sia pur parzialmente) con strumenti sofisticati, però è forse impossibile determinare scientificamente l’origine delle sue numerose manifestazioni. Ciò è tanto vero, che sull’altro fronte – quello irrazionale – l’energia vitale è anche oggetto di vendita truffaldina di una serie infinita di maghi e ciarlatani che prosperano nella nostra società, e fanno guadagni illeciti vendendo aria o amuleti o quant’altro, il tutto spacciato per un surplus di potenza energetica.
A sua volta, l’uso di droghe e di stimolanti di ogni genere, legali e non, corrisponde alla illusione di pervenire a stati di superiore efficienza fisica o psichica, richiesti da una subìta pressione individuale o sociale (si pensi solo a quel che succede in ambito sportivo).
In realtà ciascuno di noi nasce con un quid di energia vitale, che si manifesterà nel corso della vita nelle forme più svariate, intellettuali, fisiche, psicologiche, morali, sessuali, ecc.
E’ un patrimonio questo che ci è dato insieme alla vita e, come questa, non dipende da noi ma da quel che si dice il nostro patrimonio genetico. Starà a noi sfruttare al meglio questo quid per gli scopi che via via ci saremo prefissati nella vita. Di solito gli uomini, soprattutto nella nostra società civilizzata, tendono a sperperare più o meno consapevolmente questa originaria carica biologica, presi come sono dalle pratiche e impellenti necessità della vita stessa. Spesso si accorgono del loro errore quando è tardi. Questo esperienza è ben riassunta da un detto francese che dice. “Si jeunesse savait, si vieillesse pouvait”. Il giovane ha grandi energie che spesso tende a sprecare per inconsapevolezza e generoso dispendio di sé: l’anziano perviene sì alla saggezza ma anche alla consapevolezza dolorosa del limite umano, la malattia e la morte, manifestazioni della perdita parziale o totale della energia vitale. La religione, proponendo una speranza di continuazione della vita anche dopo il visibile termine di questa energia, si pone anche come argine e riequilibrio dell’inevitabile caos psicologico che la stessa idea della morte produce; contemporaneamente essa educa l’individuo e la società a quella pietas che certamente allevia le sofferenze dei malati.
Nel suo particolare ambito, ovviamente l’igienismo combatte fermamente l’esoterismo e le pratiche magiche dei tanti ciarlatani (a volte anche “alternativi”, ahimè) che si arricchiscono alle spalle di tanti poveri illusi. Si contrappone culturalmente alla mitizzazione dei vari e fantasiosi Viagra che la scienza medica in genere propone ed esalta attraverso gli strumenti mediatici. La medicina naturale si guarda bene dall’ esaltare la “natura” a idolatria o religione, ma semplicemente ne riconosce la saggezza e cerca ad essa di conformare i propri interventi, valorizzandone le regole innate ed eterne con attenta osservazione. Anziché propalare eccitanti, ricorda che la prima regola per riacquistare energie compromesse è il riposo, meglio se attivo, ovvero intercalato da moderate attività fisiche all’aperto. Studia l’influenza del clima, della luce e dell’aria sulla reattività organica che è alla base della salute e delle energie. Certifica con l’esperienza che la stanchezza – quando cronicizzata – documenta una intossicazione del sangue e della cellula nervosa, e indica come rimedi cure di limoni e semi-digiuni a frutta fresca, alimentazione rinfrescante con limitazione delle cotture, pratiche con abluzioni fredde o con fasciature umide, fangature sul ventre e se occorre sulla colonna vertebrale, bagni di vapore se consentiti dalle condizioni individuali. La nostra medicina naturale quindi non crea, né può farlo, dei Superman, lasciando ad altri l’onere di mantenere certe inusitate promesse. A tutti però offre la gratificante possibilità di godere al meglio e di apprezzare le energie vitali di cui potenzialmente ciascuno dispone, che però quasi sempre sono state depresse e perfino annichilite da ben individuati comportamenti ed errati modi di vivere.

Fabio Cangiotti