AUTOCURA DELLA SALUTE

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Curare la salute conviene
Ho letto lo scritto di Valdo Vaccaro dal titolo “Insegnare salute e insegnare malattia sono cose diverse”.
Leggo sempre volentieri quanto scrive Vaccaro per l’importanza degli argomenti trattati sempre in modo semplice e chiaro. Insegnare a vivere evitando il rischio di ammalarsi è sicuramente buona cosa che dovrebbe interessare tutti, ma in realtà coinvolge solo una piccola categoria di soggetti; per gli altri più facile è dedicarsi alla salute solo quando serve o sono costretti. A questo poi provvedono i medici poiché solo a loro è permesso di insegnare, operare, parlare di salute e malattie e di come prevenirle. Solo i medici possono fare questo e di questo loro stessi se ne compiacciono fino a sentirsi, come scrive Edward Shorter nel suo libro La tormentata storia del rapporto medico paziente – “un paio di tacche superiori ai comuni mortali”.
Valdo Vaccaro non è medico. Chi lo conosce o lo segue lo sa benissimo: lui ama parlare di igiene naturale, del potere curativo della natura, del valore dei cibi naturali, del digiuno, di tutto ciò che può essere di aiuto all’autogestione della salute. Indubbiamente argomenti strani e bizzarri per un mondo di persone che auspicano vivere come più conviene, nel disimpegno, pensando alla malattia solo quando c’è. È questa una caratteristica dell’homo sapiens moderno, evoluto, raffinato, ecologico, culturale.
Per lunghi anni ho gestito seminari sull’autogestione della salute a cadenza circa mensile. In questi spiegavo i benefici che possono derivare da una vita sobria, semplice e in sintonia con la natura, dall’uso dell’acqua e della terra per alleviare il male e dal mangiare sano e naturale. Tutto ciò nel rispetto delle leggi dello Stato, evitando di urtare la suscettibilità degli auto-incensati. Andare oltre sarebbe stato troppo rischioso. Il potere scientifico e politico delle nostre istituzioni non lo consente, anzi mette subito in atto l’articolo 348 del c.p.
In Italia si può parlare liberamente di vino e castagne, ciccioli e gnocco fritto o gozzovigliare in qualunque altro modo, ma non di salvaguardia della salute o di quant’altro la saggezza scientifica e politica ha stabilito.
La salute che mantiene la nostra vita e la governa ci appartiene, ma non possiamo noi gestirla, deve essere delegata al professionista autorizzato. Possiamo parlare di autogestione del benessere, ma non della salute. Le parole salute, diagnosi, cura e malattia sono termini medici e pertanto non possono appropriarsene la gente comune. In teoria si può dire che anche il raffreddore non è affare nostro, ma del medico.
Vaccaro dunque, a parer mio, ha sbagliato nell’ostinarsi a promuovere il buon vivere. Fino a quando scrive “l’auto-guarigione esiste a patto di crederci e praticarla” sta bene, ma non può andare oltre, non deve apparire in alcun modo un invito o un suggerimento inteso a sostituire una prescrizione medica o metodica terapeutica. In questa trappola ci siamo cascati in molti e ciascuno di noi ha cercato di cavarsela nel migliore dei modi. I seguaci di Vaccaro o chi come lui, conoscono il rischio. Chi non rischia invece è il medico che per convenienza entra senza conoscenza, esperienza e pudore nella sfera del naturale mettendo sottosopra principi e leggi naturali.
Vaccaro parla di remissione naturale della malattia, al di fuori della forza curativa di medici, terapisti o guaritori, ma semplicemente cambiando i modi di vivere, rifacendosi alla Scienza del comportamento, evitando confusioni pericolose che inducono al disimpegno verso l’igiene e tutto ciò che è naturale o genuino, correttezza, semplicità, partecipazione, umiltà. Il medico invece spiega e sostiene il prodotto della scienza, la chimica e la sua razionalità scientifica.
L’auto-guarigione e l’autogestione della salute sono altra cosa, esse si avvalgono delle forze della natura del vivere sano e naturale; non ci sono sostanze chimiche preparate di laboratorio ne altri rimedi suggeriti da particolari teorie. L’organismo è in grado di conservarsi in salute semplicemente osservando un’alimentazione semplice e frugale, bagni e applicazione sul corpo degli agenti naturali: acqua, terra, aria, luce.
Mangiare vegetali in modo sobrio e consapevole come l’impiego di mezzi naturali sul corpo sono comportamenti naturali suggeriti dalla Natura.
L’uomo moderno non è stato educato a curare la salute, ma la malattia, ma vivere come meglio si crede e quando ci si ammala reclamare i diritti di assistenza e cura, non è morale né civile. La malattia non si origina dal caso o dalla sfortuna.

Prevenzione e cura della salute
Seguendo l’onda scientifica la prevenzione consiste in una sequenza di esami clinici, serve al medico per capire se è tempo di dare inizio alla cura o di intervenire in altro modo. Quando la salute è delegata anche la prevenzione cessa di appartenerci.
Il medico spiega la malattia e dice come curarla, ma non sa dire come più conviene vivere per non incontrarla. Il cibo non è mai stato un argomento centrale dei suoi studi e dunque non può essere tenuto in serio conto nell’esercizio della professione. Ancor meno interesse ha per lui l’agente naturale, argomento del tutto ignaro ai suoi studi e al suo sapere.
La filosofia della natura è medicina, ma non è applicabile oggi. “Quasi tutti gli studiosi della natura approdano alla medicina, e i medici che posseggono la loro arte con maggiore consapevolezza teorica si rifanno per la medicina alla scienza della natura” (M. D. Grmek, Storia del pensiero medico occidentale, P. 77).
Curare la salute secondo natura non è possibile al medico moderno, non è previsto dall’ordinamento professionale e neppure da quello legislativo.

Conclusione
Concludendo si può affermare che curando la salute si allontana la malattia. La salute si raggiunge e si mantiene nell’ordine, la malattia nasce e si mantiene nel disordine. Chi paga poi le conseguenze del disordine? L’ammalato con la sofferenza, la collettività con l’erario.
Nell’istituzione sanitaria operano medici, specialisti e personale di vario livello e formazione, non ci sono spazi da occupare per chi sta all’esterno.
La salute riguarda la persona, ma non le appartiene; è compito dell’istituzione tutelarla con meccanismi conosciuti e approvati dalla scienza.
È divenuto un obbligo per tutti pensare che il bambino non nasce sano, ma malato e per questo deve essere subito medicato e protetto con farmaci e sostanze prodotte non dalla Natura, ma dall’industria. Purtroppo, o forse, Valdo Vaccaro ha trascurato o dimenticato le mostruosità e le angherie che si trovano dietro l’angolo.

Armido Chiomento                                                                                                                     armidochiomento@gmail.com