VOLONTA’ E COSTANZA

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Ivan Illich, Nemesi medica, P. 12: “Durante le ultime generazioni il monopolio medico sulla cura della salute si è sviluppato senza freni usurpando la nostra libertà nei confronti del nostro corpo. La società ha trasferito ai medici  il diritto esclusivo di stabilire che cosa è la malattia, chi è o può diventare malato e che cosa occorre fargli.

[…] la pretesa degli Ordini dei medici di avere essi soli i titoli per risanare la medicina si basa su una illusione. Il potere professionale è il risultato di una delega politica di autorità autonoma alle categorie sanitarie, …

Ivan Illich è stato un personaggio di grande cultura, un grande pensatore, filosofo e pedagogista austriaco noto per le sue critiche alle istituzioni scolastiche (v. Descolarizzare la società. Una società senza scuola è possibile?) e mediche (v. Nemesi medica, l’espropriazione della salute).

Nella seconda metà del secolo scorso la saggistica di questo grande scrittore era percepita nel mondo alternativo come proposta di nuova vita, libertà e riappropriazione della propria identità sociale e civile. Tutte le associazioni e i gruppi culturali salutisti trovavano negli scritti di I. Illich spunti e stimoli interessanti per definire al meglio i loro programmi e scopi statutari. Essenzialmente miravano a divulgare la possibilità di autocura della salute, percepita erroneamente da più parti come un allontanamento del medico e della sua medicina. Curare la propria salute è un diritto-dovere di ogni persona. Al medico invece spetta il compito di accertare l’eventuale malattia e di indicare la via della guarigione.

L’autocura o più precisamente l’autogestione della salute si traduce in un comportamento di vita sobrio, sano e naturale.

L’uomo semplice ama la natura ed è sensibile ai suoi richiami. La semplicità è in sintonia con l’intelligenza e l’intelligenza con i sentimenti umani. Non occorre il dottorato in medicina per distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Importante è riconoscere la nostra individualità umana, utilizzare il linguaggio dei sentimenti il comportamento della comprensione e del rispetto come hanno tra loro gli altri animali.

Non c’è persona, oggetto o cosa al mondo che non abbia con sé una sua parte inutile o inservibile. Se non si tiene conto del bellissimo concetto (L’essenziale è invisibile agli occhi) di A. de Saint-Exupéty, espresso nel libro “Il piccolo principe”, tutte le cose ridotte all’essenziale, ossia spogliate dell’inutile, funzionano meglio. Non è diverso per l’organismo umano.

Fisicamente la macchina umana si alimenta da tre vie (intestinale, polmonare, cutanea) ed elimina i suoi scarti dalle stesse più una quarta via renale. Se la qualità dell’alimento e l’attività dei sistemi di eliminazione determinano l’efficienza organica, nessun’altra persona meglio dello stesso interessato può conoscere la qualità del cibo che assume e inoltre se e come le sue tossicità (intestinali, renali, espiratorie, cutanee) vengono eliminate. Questo è il più elementare dei modi per iniziare a prendersi cura della salute.

Volontà e costanza

Due esempi per evidenziare l’importanza che spetta alla volontà e alla costaza.

a) Giorni addietro un amico veronese, Paolo, mi raccontava di una sua esperienza con la malattia di Hashimoto.

Da una periodica donazione di sangue scopre i valori della sua tiroide alterati, ossia una insufficiente funzionalità della ghiandola meglio definita come processo infiammatorio autoimmune della tiroide.

Le malattie autoimmuni elencate dalla scienza medica sono diverse. Tra le più note si riconoscono la psoriasi, il lupus, la celiachia, il diabete mellito e la tiroidite.

Il suggerimento dello specialista endocrinologo consisteva nell’assumere giornalmente una piccola dose dell’ormone tiroxina  per essere poi gradualmente aumentata al normale fabbisogno, ma questa idea della dipendenza quotidiana dal farmaco o meglio dell’introdurre giornalmente una dose di sostanza chimica non gli era assolutamente gradita. Pertanto la soluzione è stata quella di passare a un regime alimentare rigorosamente crudista. Alcune letture della serie Medical Medium di Anthony William sono servite a sostenere la parte spirituale al fine di consolidare la guarigione fisica.

A Paolo è bastato un anno di tempo per dimostrare con le nuove analisi di laboratorio che la sua determinazione non è stata vana.

A prescindere dal risultato da conseguire, la volontà e la determinazione sono fattori sempre indispensabili. Paolo non ha risolto il suo problema in pochi giorni ma nel tempo di circa un anno. Un tempo necessario affinché il nuovo stile di vita basato sul crudismo vegetale, il movimento all’aria aperta e la normalità funzionale degli organi emuntori diventasse il suo normale comportamento quotidiano.

b) Per le emicranie della signora Michela invece è andato tutto in altro modo. Nel suo caso è mancato l’aiuto della volontà, della conoscenza e del suo modo di pensare. Quando domina la cultura del farmaco è difficile intendere le ragioni di un cambiamento prima di dare la delega al medico o mettere in discussione le proprie responsabilità.                                                Michela ha iniziato a conoscere il mal di testa nell’adolescenza, a volte in modo lieve, altre con dolore intenso e a grappolo. Nessuno ha mai saputo aiutarla a togliere questo terribile tormento che l’ha tanto perseguitata e del quale soffre tutt’ora. Oggi la signora Michela ha 63 anni e i medici consultati a partire dalla sua adolescenza sono stati davvero tanti. Per quanto diffidente non ha trascurato di consultare anche i metodi alternativi.

Tra i vari suggerimenti racconta di aver avuto indicazioni specifiche sulla dieta (più alimenti vegetali), sull’igiene personale (lavaggi intestinali, esercizi fisici, cammino a passo svelto) e i suoi modi di vivere (vita all’aria aperta), di aver sempre cercato di mettere in pratica questo genere di suggerimenti, ma senza riconoscere miglioramenti o vantaggi.

Le abitudini della persona non sono facili da cambiare. Spesso ci si illude: si cambia al di fuori, ma non dentro. Difficile è controllare un modo di pensare formatosi nel corso della vita e ancora più difficile è sperare in un cambiamento delle proprie abitudini fino a tanto che si è sottoposti alle solite e continue tensioni psicofisiche che la vita riserva.

Michela è una casalinga soddisfatta del suo lavoro, ma ha perso il piacere della lettura e della conoscenza in generale. Per sua natura non conosce l’autocritica ed è incapace di collegare le sue malattie, quelle dei genitori e familiari allo stile di vita e abitudini alimentari.

Cambiare il modo di pensare e le usanze non è assolutamente facile. Il nostro Io spesso rifiuta ciò che vuol compiere la sua parte esterna. Più facile è dopo un processo di emancipazione, ossia dopo esserci liberati autonomamente dalle costrizioni tradizionali. Indubbiamente l’ereditarietà e la genetica influiscono sulla salute del nucleo familiare, ma anche la comunanza di errori alimentari e di cattiva igiene di vita possono costituire la causa per la formazione di processi degenerativi e criticità della salute.

armidochiomento@libero.it