LA CALMA GIOVA ALLA SALUTE da “La semplicità perduta”

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Che il mondo sia cambiato e in continua trasformazione non ci sono dubbi. I costi della vita moderna sono diventati enormi poiché investono la qualità del cibo, la salute, l’aria, lo svago, l’educazione, i rapporti tra persone, la morale. L’uomo deve avere consapevolezza di questa generale decadenza, del reale valore e la qualità del progresso e benessere raggiunti. Il partito, il denaro, il sindacato, la scienza, internet, sono i nuovi idoli, le nuove religioni.
La progressiva e inarrestabile paganizzazione (v. S. Acquaviva, L’eclissi del sacro nella civiltà industriale) invita a rivedere le basi su cui poggiano le istituzioni e le problematiche umane.
La politica, l’economia, l’arte, la cultura della scienza e il materialismo si sono allontanati dall’uomo, hanno sovvertito la morale e le forme del vivere civile. Il valore della nostra società si spiega con la cultura delle cifre, la statistica, con fedi religiose incerte, prive di anima. Nel nostro vivere quotidiano dominano arroganza, orgoglio, speculazioni, sete di denaro, violenze, ingiustizie. I mezzi d’informazione raccontano e analizzano ogni particolare di fatti criminosi e descrivono violenze
che sconvolgono le menti perpetuando crimini.
La gente, sempre di fretta, ha smesso di pensare tanto è attenta ai mezzi d’informazione e ossessionata ad accumulare per consumare. Le emittenti dipendono dalla pubblicità, non hanno più regole, sempre in gara tra loro per assicurarsi il più alto numero di ascolti. Da qui programmi osceni o di cattivo gusto, festival e concerti di rumori, spettacoli, manifestazioni e intrattenimenti
strappalacrime. In questo disgustoso ambiente di vita si alimentano e si sostengono l’uomo e la sua cultura.
In una società priva di valori umani è difficile al giovane e a ogni altra persona crescere e formarsi una personalità forte e serena, equilibrata o tendere all’armonia psicofisica e trovare il gusto della vita.
L’uomo per sua natura, mediante i suoi modi di vivere, dovrebbe tendere ad armonizzarsi col mondo, partecipare alle emozioni comuni, nel rispetto delle idee e sentimenti. Per favorire la distensione, i buoni pensieri, la meditazione e la vita dello spirito, serve tranquillità e calma
interiore. Queste sono le armi per un vivere sereno e produttivo.
Non si arriva alla calma se non si riesce a “lasciar andare”, perdonare e dimenticare il torto.
I “vecchi” amici che non vogliono o non riescono dimenticare il passato, vivono nel turbamento, nel sospetto né conoscono la calma e la tranquillità dell’animo.
La calma è ordine non è lentezza, spiega Amadeus Voldben scrittore spiritualista. Il soggetto che conosce e vive la calma impregna ogni suo atto di comprensione, fiducia, spiritualità.
“Faccio meditazione, ma poi torno alle mie tensioni, alla quotidianità dimenticando la condizione emotiva che assaporo durante la meditazione”, questo è il racconto descritto con profondo rammarico da una signora. La calma non può essere confusa neppure con il silenzio che si cerca spesso quando l’animo non è tranquillo o l’organismo indebolito a causa di un sistema nervoso
stanco o esaurito. É questa la condizione in cui facilmente si diventa irascibili, sospettosi, insofferenti; una condizione che può condurre all’isolamento, proprio quando maggiore è il bisogno di aiuto. Soffocando le ansie e lo sfogo, isolandoci, si finisce col parlare da soli e non avere più ascolto.
Il disagio, l’ansia, l’agitazione interiore, la rabbia, e la paura sono sentimenti che logorano e danneggiano la salute, producono uno sconvolgimento chimico degli organi interni che mette a dura prova la resistenza fisica.
Nel caso opposto, quando decidiamo di “lasciar andare” per lasciare posto alla cordialità, fiducia e ottimismo, la salute ne beneficia. Niente è giusto, niente è sbagliato. La ragione e il torto coinvolgono tutti e tutto.
Il giudizio che separa e crea disarmonia, non ci appartiene. Il salmista lo spiega (Salmo 75):
Non dall’oriente, non dall’occidente,
non dal deserto, non dalle montagne
ma da Dio viene il giudizio:
è lui che abbatte l’uno e innalza l’altro.
Nella distensione, con il pensiero sereno, positivo, non c’è presunzione, arroganza o altre scontrosità.
Allontanarsi dalla negatività ne guadagna la nostra percezione interiore, la parte emozionale, la sensibilità dello spirito. Si affina l’interesse per le arti, la musica, la lettura, l’ascolto, il silenzio, la preghiera. La serenità ci fa cambiar abito, ci fa sentire diversi, si avverte come il nostro essere cambia; si percepisce più intimamente la vita, il cielo, la terra, le forze della natura. Sentiamo
di essere parte dell’universo. Tutto ciò si avverte con consapevolezza e umiltà che esalta e rende grande il nostro pensiero. Questa è la vera condizione di benessere, dell’armonia che cancella il male. Sentirci bene in noi stessi, la serenità d’animo e la salute del corpo passano attraverso questo stato di calma e distensione.

da: A. Chiomento, “La semplicità perduta. Terapie non convenzionali tra natura e consumismo” 

(pp. 283-285)