ENERGIE COSMICHE, REALTA’ E ILLUSIONI di Fabio Cangiotti

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Nel dinamismo incessante della vita e delle sue manifestazioni, si distinguono energie materiali psichiche e spirituali, tutte ugualmente necessarie per la vita e la sopravvivenza di individui e collettività.

Solitamente nell’epoca del predominio della mentalità scientifica positivista, l’attenzione del dibattito pubblico è più incentrata sulle energie materiali, forse perché più immediatamente necessarie e fruibili: d’altronde la prima necessità degli uomini è di cibarsi, in concomitanza al riscaldarsi il corpo e gli ambienti, e via dicendo.
Tralasciando il campo a sua volta sconfinato delle energie psichiche (basta pensare all’enorme sviluppo degli studi psicologici nell’ultimo secolo), rimangono le energie spirituali, che soprattutto oggi tendono a essere relegate in ambiti o recinti ristretti, sicuramente perché non facilmente misurabili o controllabili o regolabili con leggi umane; ma anche perché il territorio delle manifestazioni inspiegabili o soprannaturali che dir si voglia è terreno fertile per ciarlatanerie e abusi di ogni tipo, che ovviamente vanno combattuti e respinti.
Eppure innumerevoli esperienze concrete dimostrano l’esistenza e l’importanza di queste energie che per comodità potremmo riassumere nel concetto di “energia cosmica”, ciò che per i credenti si identifica nell’esistenza di Dio.
Viene in mente la vicenda singolarissima di San Giuseppe da Copertino, che la Chiesa venera come protettore degli studenti e degli avieri (qui notizie che lo riguardano: https://goo.gl/SYbd8V ) . Giuseppe aveva la incredibile capacità di levarsi in volo (fenomeno fisico di “levitazione”), cosa che gli capitava non per sua volontà, bensì in momenti di estasi religiosa, che lo proiettavano in un specie di catalessi, dalla quale si risvegliava con sollecitazioni esterne (per prevenire scetticismi e razionalismi prevedibili, dirò che questi fenomeni furono osservati da migliaia di testimoni, e riportati negli annali)
In epoca vicino a noi altrettanto straordinaria à la vicenda umana del torinese Gustavo Rol, di cui si ricordano le prodigiose capacità di sensitivo. La vita di Rol è troppo complessa e affascinante per essere trattata in queste poche righe, per cui rimando ai numerosi materiali reperibili in rete.
Le problematiche e gli interrogativi che nascono da fatti o da personaggi sicuramente straordinari come quelli citati, e che fuoriescono dalla “normalità” sono numerosi. Se da un lato abbiamo infatti il rischio dell’esoterismo e della creduloneria, dall’altro lo scetticismo negazionista iper-razionalista sembra l’altra faccia della medaglia del primo.
Infatti se è vero che l’attesa “miracolistica” è un atteggiamento che si dovrebbe evitare (poiché quasi sempre foriero di illusioni e/o sfruttamento altrui), dall’altro siamo tenuti umanamente a credere ai nostri sensi, a ciò che vediamo e percepiamo come reale: e non c’è dubbio che testimoni credibili e disinteressati dei prodigi di questi personaggi ci siano stati.
Ma forse l’aspetto comune a San Giuseppe da Copertino e a Gustavo Rol (così distanti tra loro) è stata la profonda umiltà personale, e la conseguente capacità di restare con in piedi ben piantati per terra.
Giuseppe non era capace di evocare o governare i propri “voli”: al contrario se ne vergognava profondamente e quando finivano si trovava in uno stato di turbamento e confusione. Non era infatti in grado di spiegarli; la fama di questi avvenimenti però faceva confluire un gran numero di fedeli o semplici curiosi che lo tormentavano con richieste di aiuto, giudicandolo capace di miracoli, e obbligandolo ad ascoltare tutti, con grande fatica fisica e morale. Non da ultimo era terrorizzato dalla possibilità che l’Inquisizione giudicasse opera satanica questi fenomeni, con conseguenze non certo facili per lui…
A sua volta Gustavo Rol dovette soffrire l’equivoco di essere equivocato a prestidigitatore o illusionista, ma non vantò mai che le sue facoltà, che certamente erano ben al di là del normale, e documentate da centinaia di episodi straordinari e non riproducibili da altri, fossero soprannaturali. Al contrario riteneva che le leggi da lui scoperte, che mettevano in relazione la materia con lo spirito, fossero insite nell’ordine naturale del Creato, e si diceva certo che la scienza sarebbe giunta a scoprirle.
Particolarmente interessante e moderno mi pare questo auspicio di Gustavo Rol; dato che una branca scientifica importante come la fisica quantistica si muove alla ricerca di elementi sempre più invisibili ai sensi ordinari, basta pensare al bosone di Higgs o alla recente scoperta delle onde gravitazionali teorizzate 100 anni fa da Einstein (per inciso uno dei grandi personaggi che incontrarono e stimarono Rol…).
Un vero atteggiamento scientifico infatti non confuta ciò che al momento non è in grado di spiegare, ma piuttosto cerca di allargare i propri mezzi per arrivare a comprendere i fenomeni: la sfida immane che la fisica dei quanti affronta è quella di trovare punti di contatto tra spirito e materia.
Nell’attesa, noi persone “normali” non possiamo certo inseguire improbabili imitazioni di santi o sensitivi su terreni non confacenti. Per le persone comuni forse il vero insegnamento di vite così singolari è che chiunque orientandosi alla ricerca di valori spirituali autentici, può ricevere grandi energie, che possono certamente rendere migliore la nostra vita, le relazioni umane, il nostro stare al mondo, e la stessa salute.
Nel naturoigienismo questo si riflette in una costante ricerca dei valori naturali del Creato, che precedono le idee e le applicazioni anche meravigliose della scienza. E’ in questa ricerca di armonia e di rispetto, di ciò che si confà davvero all’uomo, che pensiamo possa manifestarsi il vero progresso umano.

Fabio Cangiotti

fabiocang@gmail.com