COLPI DI CALORE

 

Parlare di come mangiare è sempre di moda. I modi di mangiare sono tanti e gli alimenti non mancano per soddisfare tutti: carnivori, vegetariani, vegani, crudisti, frugivori, fruttivori e buongustai.
Il cibo piace e parlarne non dispiace. A guastare la festa però non mancano i soliti ortodossi, maniaci o fuori di testa. Con loro si fatica parlarne liberamente, piacevolmente o con gusto. Hanno sempre da ridire: che i pomodori con i formaggi non si possono associare perché fanno male; la pasta, i cereali con le patate e la frutta non si combinano; i legumi e la pasta (per intenderci un bel piatto di pasta e fagioli) non è il massimo.
Legumi, noci, uova, carni non si devono mai mettere assieme; così la frutta che va mangiata sempre da sola, mai a fine pasto.
Parlare di mangiare con un nutrizionista o con chi dice di conoscere le regole è davvero difficile e poi ci toglie la voglia di mangiare e quel che è peggio può farci venire un bel mal di pancia. Se li lasciamo dire questi nutrizionisti non la smettono più: l’olio deve stare lontano dal fuoco, non si deve cuocere in nessun modo né a fuoco lento né a fuoco svelto; la stessa cosa vale per gli altri cibi, quando si possono mangiare crudi non si devono cuocere. Non si discute, crudo è meglio.
Il nutrizionista esperto non tralascia mai di intercalare le sue litanie con degli slogan: “L’uomo si nutre con quello che digerisce non con quello che mangia”; il pasto deve essere composto da soli due, massimo tre alimenti; mangiare primo, secondo, contorno e frutta assieme (un bel pasto non di lavoro da 10 euro per capirci, ma uno di quelli abbondanti da consumare allegramente in compagnia) non ti farà morire ma fa male.
Ma non è finita. Il nostro ben pensante vuol farci mangiare una insalatina mista prima del pasto per toglierci un po’ di quell’appetito che in verità non dispiace.
Non manca la ciliegina sulla torta con il sapore però di una mazzata: si vuol far credere che i condimenti buoni e forti (come può essere un piatto di spaghetti all’amatriciana o un piatto di fagioli con la cotica di maiale conditi con un po’ d’olio di quello buono di oliva e una spruzzatina di parmigiano reggiano) non sono graditi al nostro organismo.
Il tiritera di questi tanto bravi e stimati nutrizionisti sono davvero interminabili. Ci sarebbe ancora il modo di mangiare, il numero di movimenti di masticazione e gli atti respiratori (rigorosamente col naso) d’ogni boccone, la posizione a tavola, mai in piedi. Mangiare in piedi non sta bene, è proibito. Non siamo dei cavalli.
A pensar bene, non mi pare che nei conventi o dove si predica con fervore la morale mangino proprio in questo modo. Ho mangiato una volta con alcuni religiosi, i superiori dell’Istituto che mi ospitava, e l’illustre reverendo che avevo come commensale alla mia destra, nel masticare con energia un pezzo di carne, mi disse: “È talmente dura che si può mangiare anche di venerdì”. Spontaneamente ho pensato che alla fine dei conti ognuno di noi ha le sue regole, proprio come ogni nutrizionista ha le sue. Ma allora, la verità?…

Sfogliando in una vecchia cartella dove tengo un po’ di tutto, ho messo l’occhio su di un foglio che mi era stato regalato da un carissimo amico di escursioni in montagna con una raccomandazione a lato scritta di suo pugno: “Da leggere tutti i giorni”.

Il titolo: Menù di gran contorno da prepararsi ogni giorno se vuoi cacciar pensieri e affanni e campar così (forse) cent’anni

Prendi due decilitri di pazienza
Una tazza di bontà
Quattro cucchiai di buona volontà
Un pizzico di speranza e una dose di buona fede
Aggiungi due manciate di tolleranza
Un pacco di prudenza
Qualche filo di simpatia
Una manciata di quella piccola pianta rara
Che si chiama “umiltà”
E con una grande quantità di buon umore
Condisci il tutto con molto buon senso
(Ah… e lascia cuocere a fuoco lento!)

Firmato: Io ci provo

                                       Riflessione: Tra i mali estivi c’è anche il colpo di calore.

Armido Chiomento                                                                                                                        armidochiomento@libero.it