A PROPOSITO DI DIETE

 

Non ho difficoltà confessare il mio disinteresse verso le diete. Non solo, quando sento l’affermarsi di alcune come soluzione ultima di ogni male allora il mio disinteresse cambia, diventa antipatia. Spiegare perché non è facile. Forse la ragione sta nel non saper accettare tutto ciò che fa moda oppure nell’inutilità o inadeguatezza che trovo quando si impongo rigide regole su ciò che si mangia.
Le diete di moda succedutesi in questi ultimi anni sono state molte. Abbiamo conosciuto diete dimagranti, del riso, del minestrone, la dieta senza glutine, proteica, del limone e ancora molte altre. Attualmente sono in voga altre diete, considerate molto efficaci ma anche molto alla moda. Eccone alcune:
La dieta vegana: è un sistema alimentare che esclude totalmente i cibi animali e di origine animale. Può essere crudista, dieta molto apprezzata nei periodi di disintossicazione e cura della malattia; oppure rigidamente vegana, ma libera di manipolare e cuocere il vegetale a piacimento. Questo modo di trattare il cibo è molto diffuso tra gli animalisti, ossia tra coloro che amano e umanizzano gli animali da compagnia.
La dieta di lunga vita, attualmente molto raccomandata e commercializzata. Si propone come unico vero ed efficace sistema alimentare, di sicura longevità e salute. È basata su un ridotto apporto di carboidrati.
Le diete iperproteiche sicuramente utili a chi non vuol saperne a tavola di mettere da parte un po’ d’ingordigia in cambio di un po’ di decenza e morale; è ricca di proteine animali e pochi o niente carboidrati. È un sistema pericoloso perché affatica e invecchia precocemente l’organismo; è impiegata soprattutto nel dimagrimento.
Ultima tra le ultime è la dieta dei gruppi sanguigni. Si tratta di una dieta perentoria dall’immagine scientifica, ma di fatto illusoria.
Recentemente in una comunicazione a un’amica che mi esaltava un altro nuovo sistema alimentare basato su rigide proporzioni dei nutrienti, sicuramente sano e terapeutico, ho scritto:
“A dispetto dei molti nutrizionisti che sfornano di continuo regole, teorie, norme dietetiche, proibizioni e tanto altro del genere, per mangiare bene e stare in salute servono poche cose. Le teorie che portano il nome di scienza o dieta non le conoscevano chi è vissuto molto tempo prima di noi e non è andato a scuola. Le regole del buon vivere non erano scritte ma erano racchiuse nella loro semplicità e morale. La gente che non amava troppo investigare o “rubare” teorie per poi modificarle a loro completa discrezione, si comportava come ancora oggi si comportano due giovani (maschio e femmina) che non sanno come si genera e ciononostante l’una diventa madre e l’altro padre.
La semplicità non è banalità come la Scienza non è Sapienza. Questo l’ha insegnato Agostino d’Ippona, ma non ci vuole molto a capire che la seconda ha qualcosa in più: Illuminazione, Luce, Amore del creato e Fede nel suo Creatore.
Ecco poche cose che se ci pensiamo bene sono davvero indispensabili; oltre queste c’è solo l’inutile, il superfluo. Così dice anche il filosofo: “Ciò che non hai non serve”.
Non voglio dare consigli o suggerire comportamenti sempre discutibili, non ho alcuna ragione o diritto per farlo, ma al mattino quando mi sveglio per prima cosa cerco la Luce che ravviva e mi alimenta lo Spirito. È la prova che ancora ci sono, che questa è la Volontà di chi mi ha voluto in questo mondo.
Al risveglio dopo aver messo un tantino in ordine il corpo comincia per tutti il grande lavoro (ufficio, scuola, fabbrica, manualità, occupazioni varie), per il sostentamento o nutrimento. L’indispensabile, l’esigenza del necessario riguarda però sempre la materia e (forse) proprio per questo ci ammaliamo. Strano, ma vero, è che non ce ne accorgiamo. Dove sbagliamo dunque? Penso proprio nel nostro modo “intellettuale” di intendere e di vivere la vita”.
Ho concluso il mio messaggio riportando gli alimenti a mio avviso più adatti al mattino, pranzo, cena e nei fuoripasto.

La dieta dei gruppi sanguigni
Nel periodico Le Scienze del mese scorso (11/18) uno scritto di Dario Bressanini autore del libro Pane e Bugie, riporta il risultato di un’esperienza relativa alla dieta dei gruppi sanguigni, un sistema dietetico che più sopra ho definito “illusorio” o come è stato dimostrato privo di basi scientifiche.
Dopo aver ricordato il grande successo avuto dall’inventore della dieta Peter d’Adamo con l’idea di associare a ogni gruppo sanguigno un modo specifico di mangiare, l’autore dello scritto riassume in breve il contenuto di questo sistema alimentare. “Il gruppo 0 è il più antico. Quindi chi ha il gruppo 0 dovrebbe mangiare preferibilmente quello che mangiavano quelli esseri umani: carne. Il gruppo A sarebbe apparso con l’invenzione dell’agricoltura e quindi la persona di gruppo A dovrebbe prevalentemente mangiare vegetali e pochi prodotti animali. Il gruppo B, evolutosi nelle tribù nomadi che consumavano latte e latticini dovrebbe consumare quelli e trarne beneficio. Il gruppo AB è un mix tra A e B.
Ma è vero che il gruppo 0 è quello più antico? Non pare proprio. Il primo gruppo sanguigno a essere apparso nell’evoluzione della specie è il gruppo A, poi il B e infine lo 0.
Nel 2018 è stato messo alla prova la pratica di questo regime alimentare. […]”.
A un migliaio di persone i ricercatori hanno spiegato le basi della corretta alimentazione, ma non i criteri sulla composizione dei pasti. La dieta era lasciata libera, ciascuna persona poteva alimentarsi a suo piacimento e registrare autonomamente i cibi giornalmente assunti.
I comportamenti alimentari sono stati associati all’una o all’altra dieta seguendo il criterio della rassomiglianza.
“Secondo la teoria, una persona di gruppo 0 che segue una dieta da gruppo 0 dovrebbe avere parametri migliori di un gruppo 0 che però mangia come un gruppo B, per esempio. E lo stesso per tutti gli altri gruppi. I risultati? Chi ha seguito più strettamente una dieta di tipo A aveva migliorato i propri parametri meglio di tutti gli altri, ma anche chi si è avvicinato a una dieta di tipo 0 o B stava comunque meglio. I miglioramenti però erano indipendenti dal gruppo sanguigno. Erano invece dovuti al fatto che i partecipanti hanno ridotto il consumo di cibi processati e bevande zuccherate e aumentato la varietà di cibi freschi, specialmente frutta e verdura”.
Dal confronto dei dati raccolti con i parametri rilevati all’inizio della ricerca i ricercatori hanno concluso che il gruppo sanguigno non ha alcun legame con la dieta dei gruppi sanguigni.

Come mangiare?
Se l’uomo è un essere unico e irripetibile come è possibile che un sistema alimentare possa andar bene per tutti? L’età, la salute, il consumo di energie, il clima e le caratteristiche genetiche non sono forse fattori influenti sulla quantità e qualità del cibo da assumere?
Una dieta standard, generalizzata, adatta a tutti non è pensabile. Dieta vuol dire anche modo di vivere e il modo di vivere non può essere mai lo stesso per tutti. I modi di mangiare possono avere una base comune, ma c’è ancora un corollario che completa il fabbisogno alimentare e questo è quanto distingue la persona.
Concludendo, un bravo dietologo-nutrizionista può spiegare perché un piatto di verdure miste a crudo ben condito con olio, aceto e sale o una porzione di sott’aceti non si combinano con una tazza di latte e caffè mentre si combinano bene con un piatto di patate o legumi; ma il bravo dietologo-nutrizionista deve anche saper educare come si deve mangiare, come assumere il cibo rispettando il valore morale che rappresenta, distinguere la fame dall’appetito, il poco dalla sazietà. L’educazione alimentare coinvolge in ogni caso la semplicità, la morale e soprattutto la sobrietà.
Tutto ciò serve a migliorare i comportamenti di vita, acquistare maggiore serenità, migliorare i rapporti con le persone. Bere e mangiare con ingordigia, mescolare il dolce con il salato, far seguire a un pranzo abbondante una cena ancor più abbondante riempiendoci a dismisura di cibo vuol dire gozzovigliare. Questi sono i comportamenti che cambiano la vita, guastano il fisico e i modi di pensare. Le diete tutto questo non lo insegnano.
Il nobile veneziano Alvise Luigi Cornaro (1464-1566) è riuscito a dimostrare che si può vivere oltre i cent’anni osservando frugalità e moderazione ai pasti. La stessa cosa è dimostrata oggi dalla statistica: mangiando poco si vive di più e in salute.//Armido Chiomento

                                                                                                                     armidochiomento@libero.it